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PAZZIA FINTA E VERA, ENTRAMBE (lavatevi i piedi prima di entrare)

JENNOSAMENTE PARLANDO....IO QUI CI GIOCO, SE FATE SUL SERIO ANDATE ALTROVE (prima di uscire, rimettetevi le scarpe)
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Flashnews|404
Flashnews|404
11/26/2009

21 dicembre 2012

La fine del mondo (una bozza (soggetta a possibili revisioni) di racconto di fantascienza).

Premesso che è molto palloso, chi ha voglia lo legga, chi non ha voglia vada a vedersi l’isola dei famosi oppure il grande fratello, se non proprio il grande bordello.

 

Era da un po’ che si sentiva nell’aria, ma nessuno pensava all’imminenza di tale evento. Quando si seppe con certezza la data, fu il caos. I governanti non sapevano affrontare la situazione, volevano cercare di evitare il panico generale, che sicuramente avrebbe dilagato. Un primo governo, in quello stato confusionale che segue all’apprendimento di una notizia catastrofica, aumentò le tasse ai più poveri e scarcerò un bel po’ di delinquenti, almeno quelli condannati per reati minori. Poco dopo ci si accorse che alcune organizzazioni criminali erano riuscite a entrare nelle massime cariche e ricattarono il governo stesso affinché affossasse alcuni fatti criminosi venuti (quasi) a galla a carico di alcuni membri. Per fortuna non si trovò un accordo, per cui si procedette a nuove elezioni; ma stavolta andò peggio, perchè i vecchi ricattatori, cambiando bandiera, finirono lo stesso in maggioranza, anche se il loro peso era talmente limitato da non avere più alcuna voce, infatti venivano a mala pena considerati dalla maggioranza; quest’ultima fu costituita da un capo esaltato, indagato lui stesso dalla magistratura, che cercò più volte di calpestare la costituzione, mostrandosi sprezzante delle norme democratiche scritte oltre sessant’anni prima, quando si era appena usciti da un ventennio di dittatura e una guerra sanguinosa. Era la storia che si ripeteva, una certa parte della maggioranza era costituita da un partito animato da ideologie molto vicine a quelle che avevano scatenato la guerra suddetta; in più c’era una buona dose di ipocrisia e falsità, forse in buona fede, che li mascherava ai più (ai più cretini). Infatti, mentre con le loro ideologie calpestavano qualsiasi sentimento Cristiano, si ritrovarono a difendere a spada tratta il diritto, anzi il dovere di esporre il crocifisso, massimo simbolo della religione cattolica, nelle scuole. Ma era evidente che ciò derivava da una distorsione mentale, una sorta di schizofrenia bastian contrario, che li portava a difendere un simbolo soltanto per imporre la loro supremazia sui più deboli, rappresentati nella loro visione distorta e malata, dagli stranieri; questo ultimo termine trovava, nella loro mente appannata e limitata, un significato molto ampio: era straniero chiunque provenisse da una zona più lontana della punta del loro naso (ciò era dovuto anche alla loro cultura, limitata alla lettura del giornalino locale).

Il caos generale e dilagante si era esteso non solo ai membri del governo centrale, ma anche ai governi periferici e, di riflesso, al popolo. Fu un casino, un bordello, un Sodoma e Gomorra. Il dittatore cominciò a organizzare festini con le prostitute e la droga, tutto a spese dello Stato; per un po’ di tempo rimase ancora una certa dose di senso morale, oltre che civico, perciò si cercò di tenere le notizie in sordina, per non creare ulteriore caos, ma sopratutto per non veder minacciata la carica; ciò era reso possibile dal controllo sfacciato dei media, in particolare delle emittenti televisive. Ma, come accade in tutte le dittature, la cosa era destinata a prendere altri sviluppi; droga e prostitute cominciarono ad essere pubblicizzate porta a porta, nell’intento, molto mal mascherato, di evidenziare l’aspetto umano (nel senso buono del termine) dei soggetti interessati: prostitute donne, prostituti travestiti, spacciatori, ricattatori. Essi, che fino a poco tempo prima erano considerati reietti della società, furono proiettati in una dimensione nuova: erano i nuovi divi; erano queste le persone da emulare, perchè erano dotate di un senso umano, una sensibilità superiore; la loro professione diventò una delle più ambite, giustificata anche dalla nuova religione, la telereligione. Non più prediche in chiesa, luoghi ritenuti vetusti sia nelle strutture che negli ideali, dogmi, in quanto tali, mai provati; erano le trasmissioni in diretta anche 24 ore su 24, dove i nuovi sentimenti, da assimilare e prendere ad esempio, venivano messi in atto ed esemplificati da persone vere, non più professionisti provenienti dalle accademie di recitazione, bensì persone prese dalla strada, alcune dai marciapiedi, alcune altre dai bordelli, che inscenavano giorno per giorno le nuove tendenze dell’animo umano; Queste trasmissioni, questi live-show, (o reality) avevano la capacità di avvolgerti in un’aura di affetto, di amore, come il caldo abbraccio di un grande fratello, o quello di una prostituta, o quello della cocaina.

I più poveri, ovvero la maggioranza delle persone (secondo i nuovi standard pubblicizzati dalla propaganda del governo), non potevano permettersi quell’orgia di buoni sentimenti infusi attraverso la nuova religione, perciò si dedicarono ad altre attività; il tutto era dettato dalla paura, paura della fine del mondo imminente, che portava sicuramente a schiacciare in una nuova dimensione il concetto di senso civico, morale, religioso. La pratica più diffusa tra i poveri era quella di assumere forti dosi di alcool per poi immergersi in quell’atmosfera da sogno che solo tali sostanze (insieme a droghe cosiddette minori: anfetamine, hashish, marjuana e miscugli vari) potevano dare. Molti si dedicarono anzitempo ad affrettare la fine di alcuni malcapitati; malcapitati perchè non richiedevano questa fine anticipata, loro malgrado. Così, sotto l’effetto delle succitate sostanze, e in nome della nuova religione, ci fu chi cominciò letteralmente a schiacciare sulla strada i propri simili con la macchina; a volte costoro non riuscivano, nel loro intento umanitario, ad anticipare la fine di terze persone, ma solo la loro fine, schiantantosi contro alberi, guard rail, muri, e questo era un bene, perchè così, anche se la fine del mondo era imminente, non potevano nuocere ad altri membri, negli ultimi momenti, di quell’umanità malata dell’inizio del terzo millennio d.c.

In quegli ultimi momenti di quella civiltà che aveva ormai raggiunto il culmine prima di precipitare in uno stato primitivo mai conosciuto prima dalla specie umana, i crimini divennero sempre più efferati: mamme che uccidevano i propri figli (chi li metteva in lavatrice, chi li buttava dal balcone, chi li pugnalava lasciandoli in un mare di sangue), uomini che si uccidevano per strada in nome di antiche vendette, persone disabili picchiate, ridicolizzate, minacciate da esseri che, in nome di una presunta superiorità, erano gia precipitate oltre il tunnel della peggiore delle bassezze, il tutto vigliaccamente. Le donne persero in quel periodo qualsiasi ritegno, e in nome di quella nuova religione, fatta di televisione, telefonini super tecnologici, computer, internet, in nome di quei nuovi ideali si prostituivano pur di raggiungerli; ed ecco che il loro premio poteva consistere, a volte, anche in un’ora di conversazione al telefono, o pochi spiccioli per comprarsi un po’ di droga, il nuovo incenso, la nuova ostia divina, la nuova cultura............ to be continued(?)


MI FACCIA RIDERE!!!

 

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stavolta ce so’ riuscito

 

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un altro disegnino

Titolo: “mi sono accorto di aver dimenticato come si fa la prospettiva…. colpa del computer”

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11/24/2009

Volevo disegnare il golfo di Napoli……..

……. ma è venuto fuori il solito disegnino………………. devo assolutamente cambiare genere

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11/15/2009

Il surrealismo Jennosiano nel contesto erotico riluttante

“alcune parti anatomiche mi riescono meglio, chissà mai perché”

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“qwertyuiop”

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p.s. (p.s. = prassi scorretta) aggiunto il 16/11/2009
proverbio del giorno:
Va' chiano che vaco 'e pressa/ vai piano che ho fretta.


11/11/2009

boh, mmah

....... che ne so.
Il fattore stordo, in italiano fattore stoltezza.
E' un coefficiente, variabile da regione a regione, per cui bisogna moltiplicare la prudenza quando ci si muove, sia alla guida di un qualsiasi mezzo che a piedi.
Come si può facilmente intuire è direttamente proporzionale al numero di stordi (stolti) che ci si attende di trovare sul proprio cammino quando si esce di casa.
In Italia vale generalmente 1/0.50=2 (in Svizzera, nei luoghi non frequentati da certi italiani vale 1), mentre a Napoli può essere valutato all'incirca 1/0.05=20 (d'altronde c'è anche il detto: ovunque tu vada troverai sempre uno stolto sul tuo cammino - a Napoli invece vale: ovunque tu vada c'è sempre una infima possibilità di non trovare stolti sul tuo cammino)


11/7/2009

Uno schizzo nel buio

sottotitolo: meditando uno stupro:

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non mi andava di scrivere, così ho disegnato (infantile?), cosa direbbe Freud?

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11/5/2009

Giochiamo con la lingua

ok, oggi parliamo di sesso........... quindi facciamo sesso orale? Non esattamente, avrei dovuto scrivere: oggi scriviamo di sesso............ quindi trattasi di sesso scritto? ......lasciamo stare e parliamo d'altro.
Il gossip mi fa schifo......... e questo l'ho gia scritto più volte; ma ogni tanto (ma proprio ogni tanto tanto) mi diverto nei giornali on line, o in quelli cartacei, a leggere i sms (n.b. (n.b. = nota balorda) l'articolo di sms non è sbagliato in quanto le sigle e le parole inglesi in questo blog si leggono così come scritte: sms si legge sms, non esseemmeesse) inviati dai lettori; ci sono quelli di auguri, ci sono quelli che amano così tanto da sentire il bisogno di scriverlo sul giornale (eccheccazzo!), ma la maggior parte è più o meno così: ti ho vista l'altro giorno alla stazione Tiburtina, ti vedo quasi sempre che prendi il trenino Roma-Pescolamazzo, lunedì indossavi un saio grigio con le scarpe della niche, modello blu metallizzato con le pences, il cappello panamense con una penna di pappagallo rossa e verde e portavi le trecce, una gialla e una nera con le nocchettine tanto carine, una nera sulla treccia gialla e una gialla sulla treccia nera, avevi il profumo canale di scolo numero 5 ed eri truccata come Rambo all'assalto dei vietnamiti; io invece portavo un vestito nero con la cravatta grigia, le scarpe nero lucide, un cilindro nero in testa e una falce sulle spalle, avevo dei cerchi viola intorno agli occhi; ci siamo scambiati più di uno sguardo sin dalla biglietteria, poi tu sei salita nella carrozza numero 7 e io nella numero 8 e ci siamo continuati a scambiare sguardi attraverso l'intercapedine di separazione, anche quando ti sei alzata per andare al bagno a vomitare hai continuato a guardarmi, poi sei scesa a Rocca dei Calvi e io ho continuato fino a Rubicazzo sul Tevere; se leggi questo messaggio rispondimi quì.


Ai miei tempi, quando si saliva sul treno, si cercava di prender posto vicino a una bella ragazza e poi si cercava di attaccar discorso durante il viaggio; tipo: ah, vedo che stai leggendo i "Ragionamenti sulla pedagogia astrologica applicata, attraverso i fondi di caffè secco, alle tipologie matematiche della paglia arrostita" di Ronald Kazinger, il grande psicologo astrugico! anch'io l'ho letto, sei gia arrivata a quando parla del collegamento spirituale ascetico dell'acino d'uva, attraverso la colla di sale magnetico, verso il pezzo di burro sciolto al sole?......................... oggi ho scritto un mare di stronzate.


10/30/2009

ma ci ho ripensato

non mi conviene fare il travestito, perchè dovrei tagliarmi la pelliccia e il baffo; quest'ultimo tra qualche mese compirà l'anno di vita.............tagliarmi la pelliccia naturale per comprare quella di un altro animale.............. oggi si usano molto i termini inglesi: i peli alla schiena sono molto trash, però tengono caldo. idem per i peli al petto.......... decisamente sono un tipo trash. Una volta avevo un amico, anzi, un amico di un amico, che era trash-issimo, sembrava un orso.......... riflessioni del venerdì pomeriggio.

p.s. (p.s.=pista sconnessa) a proposito di trash: vendo mutande usate (max due o tre anni) in discrete condizioni (da sostituire solo le molle e strato interno perineale); prezzo interessante.



10/29/2009

Sto pensando di cambiare mestiere.......

potrei fare il travestito a tempo pieno (tanto non dovrei dichiarare nulla), e il professionista a tempo perso (dichiarerei pochissimo, perchè gia a tempo pieno si fa la fame, a tempo perso ci si guadagna un paio di caffè al giorno). Questo era il titolo del post, passiamo allo svolgimento del temino:

.......abbrevio un poco i tempi perchè il film ha una durata standard di circa 100 minuti, qua ne stiamo parlando da due mesi.....................

Alla fine della settimana Eduard pagò Vivian e le disse che avrebbe provveduto a mantenerla in un appartamento con la promessa di andarla a trovare ogni tanto. Ella ne rimase sconvolta e cominciò a vaneggiare, raccontando una favola: Quando ero piccola mia madre mi rinchiudeva in una soffitta e  io mi immaginavo un cavaliere che veniva a salvarmi con l'ombrello sguainato; ma mai il cavaliere si è offerto di pagarmi un appartamento in centro.

Eduard a questo punto non sapeva che fare, si rivolse al suo avvocato che andò a parlare con Vivian, ma poi il tutto degenerò perchè l'avvocato, invece di offrire le sue prestazioni, pretendeva le prestazioni da lei.......... un casino tremendo, si azzuffarono tutti e tre; Vivian si beccò uno schiaffo in pieno volto, l'avvocato un pugno al mento, e Eduard se ne scappò dalla scala antincendio. C'era una volta un uomo che aveva una figlia bellissima; rimasto vedovo si risposò con una specie di strega che aveva a sua volta due figlie tanto brutte che una sembrava un'ernia e l'altra un'appendice. Le due cesse non facevano un cazzo dalla mattina alla sera, mentre la sorellastra doveva badare a tutta la casa; a sera le due cesse si stendevano in poltrona davanti al camino, mentre la sorellastra era costretta a sedersi sulla cenere, e perciò la chiamarono Cenerentola. Un giorno il principe del paese volle dare una festa per vedere di fare acchiappanza e possibilmente fidanzarsi; invitò tutte le ragazze del paese, comprese le due cesse che subito accettarono l'invito, mentre Cenerentola non poteva in quanto non aveva un................. oggi non mi sento in vena.

 

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“……su su, un po’ di ottimismo”

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10/28/2009

Che cazzo c'haveva, le pepite d'oro....

....nel sedere, quello?
Oggi non ho tempo.
Eduard pagò Vivian tremila dollari per una settimana in cui gli aveva tenuto compagnia di giorno e di notte....... e a me gia pareva caro. Oggi i giornali riferiscono di un politico che ne ha pagati 5000 di euro (circa 8000 dollari) per un solo rapporto, probabilmente neanche consumato. Che cazzo c'haveva, le pepite d'oro nel sedere, quello?


 

JENNO JENNOSO JENNYFER

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